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Gitzo GT2541 e Gitzo GH2781QR – Marco Equitani Nature and Weather Photography

Gitzo GT2541 e Gitzo GH2781QR

Eddy9000 / Senza categoria / / 0 Comments / Like this

Gitzo è un eccellente marchio italiano che produce teste e treppiedi fotografici di qualità superiore, da sempre alla ricerca di nuove tecnologie e di materiali all’avanguardia.
Scoprii Gitzo nel 2010 e l’anno successivo decisi di prendere il Basalt 3830 di cui ho già parlato nel blog, fantastico treppiedi in fibra di Basalto, un composito molto all’avanguardia che offre prestazioni eccezionali e che come peso si piazza tra l’Alluminio e la fibra di Carbonio.
Quando devo muovermi nella mia zona uso quasi sempre il Basalt, ma quando viaggio, se mi porto dietro la mirrorless uso il Manfrotto BeeFree in Carbonio, per la reflex invece ho sempre usato un Benro A2580T in Alluminio con la testa Benro B-0 che toglievo dallo slider Shootools, un treppiedi solido e stabile e che ha sempre lavorato bene, ma ultimamente con l’arrivo degli slider ho notato che il Benro aveva qualche carenza, faceva molto bene il suo lavoro ma non offriva una grande stabilità quando la pensante reflex stava a fine corsa, così ho deciso di cercare una valida soluzione da viaggio che offrisse quindi elevata trasportabilità ma allo stesso tempo elevata capacità di carico, qundi solidità.
Ho inizato subito a cercare e ho puntato direttamente sul sito della Gitzo, senza osservare altre marche, sicuro di trovare quì quello che cercavo anche perchè volevo accoppiarci anche una testa migliore e di questa casa non le avevo mai testate: inizio subio a cercare tra la sezione Mountainer e trovo subito quello che è il treppiedi più adatto a me, il GT2541 in fibra di Carbonio, mentre tra le varie teste a sfera la Basalt GH2781QR è quella che piace di più.

GT2541 Mountaineer Carbonio 6X

Di aspetto molto simile al Basalat 3830 per via anche del G-lock, il GT2541 è completamente in fibra di carbonio a 4 sezioni (esiste anche una versione da 3 sezioni) e con colonna centrale rapida anche essa in fibra.
Lungo 55,5 cm da chiuso, una volta aperto ha una minima altezza di 17 cm (possibile in Ground Level Set che poi spiegherò) che arriva a 130 cm con colonna retratta fino a 153 cm con colonna centrale estesa, il tutto in soli 1,450 kg, ma il carico che può sostenere è più di otto volte superiore, ben 12 kg.

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Le gambe del treppidi hanno diverse inclinazioni, “la classica” 24°, 55° e 80°: quest’ultima è importantet perchè permette di sfruttare una telle tante capacità della colonna centrale, ossia il fatto che può essere rimossa, per ottenere il Ground Level Set, ossia la configurazione al suolo, ecco spiegato il perchè si raggiunge un’altezza minma di 17 cm (senza testa) molto utile in caso di macrofotografia sia per l’altezza sia per il sensibile aumento di stabilità.

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Le funzioni della colonna sono molteplici, può appunto essere allungata per raggiungere l’altezza desiderata, può essere rimossa per ottenere il GLS, posside sotto un tabbo con un gancio per appendere zaino o altri accessori così da aumentare la stabilità, ed infine è reversibile cosi da posizionare testa-camera-ottica sotto il treppiedi stesso e raggiungere veramente il livello del suolo per scatti estremi.
Il materiale di costruzione offre un’ottima resistenza alla flessione e alle vibrazioni, il test con lo slider da 60 cm è stato ottimo, ottima stabilità e nessuna flessione anche agli estremi, sintomo di gambe molto più solide un serraggio della colonna centrale migliore rispetto al Benro, probabilmente rimuovere la colonna potrebbe aiutare ancora un altro pelino la stabilità dello slider.

GH2781QR Testa Basalt Serie 2

Ho sempre cercato teste a sfera, le trovo molto più semplici nelle regolazioni e più veloci, chiaramente per loro natura credo, ho notato che occorre sempre avere un buon sovradimensionamento del carico massimo così da avere ottimo serraggio e stabilità anche nelle angolazioni più dure, però allo stesso modo mi piace avere anche la possibile di avere l’asse di pan gestibile separatamente con un altro controllo, così che una volta ottenuta la giusta composizione, si può ruotare il tutto per scattare foto panorcamiche o, eventualmente, fare qualche video dinamico, anche se non sono queste le teste adatte per fare video.
Le teste a sfera Gitzo hanno quasi tutte queste caratteristiche che io cerco, ho cercato un pò in giro per il sito fino a trovare quella che più si avvicinava alle mie esigenze, e alla fine sia per il carico utile e sia per il materiale, ho scelto la Basalt GH2781QR.
L’innovazione sta nella sfera cava in magnesio cava lavorata al PTFE (Politetrafluoroetilene) che permette un bloccaggio molto forte e una notevole riduzione del peso, inoltre la testa incorpora tre livelle a bolla, per un corretto posizionamento della camera su ogni asse e su ogni angolazione.

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La testa pesa in questo modo solo 0,5 kg, ma supporta un carico di 14 kg in grado di sopportare anche teleobiettivi a grande apertura, il controllo indipendente della rotazione (pan) permette di scattare foto panoramiche senza alterare il livellamento della fotocamera e l’ampio angolo di rotazione della sfera da -18° a 100° sommato all’angolo di pan di 360° garantisce una ripresa più o meno ovunque.
La sfera non è dotata di frizione, ma il serraggio a molla grazie alla grande manopola laterale, consente di variare la fluidità del movimento, mentre il rivestimento della sfera in PTFE consente di avere movimenti sempre fluidi e non scattosi come accade in teste a sfara di fascia più bassa.
La testa ha un sistema di scangio rapido QR con vide a 1/4″ non convenzionale, nel senso che non è ne il classico Manfrotto ne il Benro, infatti è impossibile serrare ad esempio una piastra Peack Design, quindi questa è forse l’unica cosa negativa, ma si può acquistare per 30° una seconda piastra così da coprire eventualmente un secondo corpo o un tele.
Degno di nota è anche il doppio sistema di aggancio/sgancio, non troppo rapido ma molto sicuro: bisogna prima allentare la vite che ferma la piastra, alzare un’aletta sotto la vite a preme il pulsante nelal parte anteriore: questo sistema, pur non essendo non troppo veloce, garantisce assoluta sicurezza e tranquillità nell’utilizzo.
Unica pecca?Faccio il pignolo, ma le piastre di aggancio hanno una verniciatura troppo superficiale e leggere, dopo una decina di utilizzi già si scopre il metallo sottostante…non è un problema nella maniera più assoluta, però Gitzo ci abitua al top anche nei minimi dettagli!

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Il verdetto finale è di articoli eccezionali, robusti, leggeri, affidabili e all’avanguardia, adatti a reflex con ottiche anche pesanti, molto stabili anche al vento o su terrene non troppo confortevoli, Gitzo si dimostra come al solito un grande marchio, e questo nuovo treppiedi andrà a fare buona compagnia al grandissimo Basalt 3830 che è sempre una garanzia sia per utilizzo fotogragifo macro e paesaggistico sia per utilizzo video, ovviamente con una testa approrpiata; nella foto lo vediamo con una testa Manfrotto 405 a cremagliara, forse la migliore testa macro sul mercato, ma questa è un’altra storia!

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