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Elicotteri e droni per fotografia aerea – Marco Equitani Nature and Weather Photography

Elicotteri e droni per fotografia aerea

Eddy9000 / Senza categoria / / 0 Comments / Like this

Ultimamente si sente tanto parlare di fotografia aerea con strumenti radiocomandati, di droni, elicotteri con supporti stabilizzati, di servizi fotografici di moda e matrimoni realizzati con mezzi a pilotaggio remoto: io coltivo questa passione da più di un anno e ho pensato di fare un piccolo articolo.
Diciamo che io ho iniziato più che altro solo per passione e voglia di costruirmi un elicottero e imparare a pilotarlo, successivamente è arrivata la voglia di metterci sopra una GoPro e ancora dopo è arrivato un esacottero – o più comunemente “drone” – ma trovare un mezzo da imparare a pilotare e usare un mezzo er riprese aere sono due aspetti differenti che presentano costi e problematiche differenti.

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PERICOLOSITÀ

Prima di tutto iniziare con gli elicotteri come ho fatto io non è una scelta saggia se non si è molto determinati, per evitare di rompero e di farsi molto male (esistono casi di persone che hanno perso anche un occhio con questi mezzi!) occorre seguire i consigli che si possono trovare sui vari forum e soprattutto usare la testa: questi mezzi non sono i giocattoli che si trovano sulle bancarelle delle feste di paese che volano con 30€ e al massimo fanno un graffio, ma come disse un amico su un forum “[…] considerate che avete davanti a voi un taglierba volante!”.
Gli elicotteri buoni possiedono pale in carbonio che variano da 20cm ai 70cm, e che girano a velocità molto elevate capaci di provocare seri danni a persone o a cose, ed è per questo che vanno usate come fossero un arma, e ritengo che in Italia ci sia ancora poca sensibilità verso questi oggetti che vengono venduti un pò troppo alla leggera e solo in pochi sono a conoscenza che per stare tranquilli è possibile stipulari specifici contratti assicurativi di basso costo che coprono eventuali danni a terzi provocati da questi mezzi.

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I droni sono un prodotto recente, e se ne trovano in quantità industriali in vendita sul web o con dei video su Yotube, e tutti pensano che non sono pericolosi, ma ciò è vero solo in parte: esistono droni “quadricotteri” piccolissimi completamente in plastica, con piccole eliche, e ciò garantisce una certa tranquillità, ma superando certe dimensioni la pericolosità aumenta drasticamente sia per le eliche che diventano lame rotante che per il loro peso in caso di caduta accidentale…per farvi un esempio concreto, durante calibrazione di uno dei motori per errore una delle eliche del mio drone ha impattato nell’indice della mano destra provocandomi tre profondi tagli fino all’osso, e tanto per rendere l’idea agigungo che in quel momento il motore girava al minimo…sono motori da 750kv, ossia da 750 rpm/volt, e sono alimentati massimo a circa 11V, fatevi due conti!
Visto l’aspetto pericolità passiamo a quello legale: oltre ad avere una buona copertura assicurativa, che costa circa 70-80€ all’anno, quindi gestibile, bisogna considerare la Normativa Aeronautica ENAC, che per riprese aeree a scopo di lucro prevedere molte restrizioni, e anche per il volo libero, ossia il classico “hobby rilassante della domenica” sono in fase di approvazione molte limitazioni, tra cui il peso, la grandezza e la quota che si vocifera essere suo 50mt…anche io è un mesetto che non controllo più la normativa in quanto al momento sono in pausa, ma se decidete di avvicinarvi a questo hobby, dovete cotrollare tutto per essere legalmente apposto altrimenti i guai sono seri.
Un altra cosa che va di moda, anche se un pò meno, è l’FPV ossia il First Person View: questo sistema permette di controllare il mezzo tramite un monito grazie ad una microcamera a bordo e un sistema di trasmisione dedicato, ma anche questo aspetto non è esente da pericoli e limitazioni!

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[Aggiornamento Ottobre 2014: questa foto sopra è stata scattata in data 26/06/2012 a Bolsena, da un mio amico con la mia D3s e il Nikkor 70-200 f/2.8 VRI, (io sono il soggetto sullo sfondo!) foto che è stata caricata sul mio sito senza watermark ed è stata impropriamente usata da testate giornalistiche e siti web per i loro articoli sui droni senza neanche citare la fonte e senza rispondere alle mie mail; per questa volta ci sono passato sopra perchè la foto era senza logo quindi errore anche mio oltre che scorrettezza degli altri, ora ho inserito addirittura due watermark e ogni altro “furto” che mi verrà segnalato verrà perseguito a norma di legge.]

Per prima cosa pilotare in prima persona permette di raggiungere grandi distanze e il rischio di perdere il segnale e causare danni, per questo l’ENAC sta legiferando anche su questo aspetto, perchè ci sono molti modelli di aerei che in FPV si portano sin sopra le nuvole e questo è sicuramente un rischio; altra questione è il sistema di trasmissione: esistono diversi sistemi che sfruttano frequenze e potenze diverse e anche per questo occorre scgliere il sistema che più si adatta ai nostri scopi e alle nostre abilitazioni, in quanto non tutte le frequenze sono libere e per alcune serve una patentino da radioamatore…la più diffusa tra chi pratica hobby a corto/cortissimo raggio è la 5.8GHz; in ultimo bisogna considerare che è un sistema che deve essere ben compreso e con il quale bisogna fare esperinza perchè il modo di volare è completamente diverso da quello “a vista” quindi prima di fare danni occorre prenderci bene la mano, io ho impiegato mesi per padroneggiare il tutto e ho ancora molto da imparare!

FOTO E VIDEO

Veniamo ora all’aspetto più pratico quello che riguarda la fotografia…e quì potremmo scrivere un trattato!
Chi intende lavorare con questi oggetti è sicuramente disposto a sporsare cifre con almeno tre/quattro zeri per aquistare un sistema di supporto e stabilizzazione a due o tre assi, chiamato “Gimbal”, sul quale fissare e controllare la propria fotocamera, e ovviamente deve dotarsi di elicotteri/droni in grado di reggere un payload di un certo livello; per i comuni mortali invece, ossia coloro che lo fanno solo per hobby, i sistemi sono più spartani, offrono sicuramente risultati non professionali, ma danno qualche piccola soddisfazione e ci permettono comunque di famigliarizzare con questi strumenti.

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Esistono gimbal per droni e elicotteri: gli elicotteri sono sconsigliati, sia per la complessità, sia per il costo dei supporti, mentre i droni sono quelli più gettonati e si pososno trovare Gimbal per GoPro o compatte con poche centinai di euro, più qualcosina per la centralina di controllo se non è già integrata in quella di controllo del mezzo; la sfida più grande saranno le vibrazioni, fastidiossime nelle riprese…ma poi ci sono i movimenti del gimbal da tarare e la vostra abilità nel fare movimenti lenti e puliti…inoltre un buon programma di stabilizzazione video in postproduzione è altamente consigliato!
Facendo dei filmati è possibile poi fare degli screenshot e prendere la foto, chiaramente con risoluzione 1920×1080, ma ci sono degli ottimi sistemi con telecomandino proprietario delle fotocamera per scattare foto in alta risoluzione a distanza, e quindi aumentare molto in qualità sebbene le distanze non possono essere troppo grandi.
La DJI è la marca che io utizzo sul drone e sull’elicottero, sia per la centralina di controllo che per tutto il resto: è un buon prodotto con ottimo rapporto qualità/prezzo e permette di fare cosette carine senza spendere milioni, inoltre sul drone è dotata anche di GPS che permette una funzione di RTH (Return To Home) utilissima in caso di perdita di segnale con la radio; la DJI Naza è dotata inoltre di due porte per il controllo del gimbal su due assi, ed anche se non sono movimenti precisi come per la DJI Wookong, offrono dei risultati accetabili per uso non professionale.
Questi sistemi possono anche essere controllati via radio: se avete un canale libero potete impostare diverse posizioni (almeno 2) per il gimbal così da muoverlo da terra, cosa importantissima per chi intende fare foto in diverse posizioni o chi vuole farei dei panorami aerei che stanno andando sempre più in voga ultimamente.
Altri sistemi consentono invece di usare due radio, una al pilota e una al fotografo: in questo modo il pilota si occupa della guida, mentre il fotografo in PFV controlla la fotocamera e scatta le foto, utilizzando un servo che agisce direttamente sul pulsante di scatto e un altro che si occupa della rotazione delle ghiera dello zoom…ma sono sistemi professionali, decisamente costosi, e necessitano di macchine molto grandi.
Quanto detto vale per i droni che possono essere di diverso tipo e di diversa grandezza: troviamo generalmente multirotori da 3-4-6-8 motori messi in schemi differenti, ma per la fotografia di un certo tipo è bene utilizzare 6-8 o più motori, mentre per delle semplici foto o una GoPro anche un “quad” da 4 motori può andare bene.
Per quanto riguarda gli elicotteri la cosa è più complessa, proprio perchè gli elicotteri sono difficili da bilanciare e quindi anche la minima vibrazione ci sarà sempre soprattutto se sono grandi, hanno tanti parti meccaniche e poco spazio utile: spesso la fotocamera viene inserita in un carrello di atterraggio dedicato, in sostituzione a quello originale e quindi sotto il mezzo, mentre altri sistemi come l’Align ulizzano un prolungamento del muso dove collocare il gimbal, sistema questo che offre un grnade controllo ma che è anche molto costoso.

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CONSIDERAZIONI FINALI

Posso concludere questa brevissima panoramica dicendo che nel mondo del video e della fotografia, soprattutto per chi ci lavora, è sicuramente un grande settore in continua espansione che riesce ad affascinare grandi e piccoli, hobbysti e professionisti, e sicuramente offre grandi soddisfazioni sia solo per il piacere di pilotare che per il gusto di guardare le nostre zone dall’alto.
Ricordiamo però che questi oggetti sono come delle “armi”, posso fare male a voi o ad altri e vanno quindi usate con la testa e con responsabilità, e non bisogna avventurarsi in questo mondo senza prima essersi fatti le basi in qualche campo di volo o con amici esperti, riassumo quindi alcune delle cose che ritengo essere più importanti:

  • Cominciare in maniera graduale e non in solitria, frequentando esperti nei campi di volo e utenti esperti dei forum online;
  • Maneggiare con cura e utilizzare sempre all’esterno;
  • Fare le prove a banco sempre con modello fissato ben saldo e soprattuo senza pale e eliche installate;
  • Controllare la normativa in vigore sul sito dell’ENAC;
  • Munirsi di apposita assicurazione per danni causati a terzi;
  • Settare la radio è un operazione complessa le prime volte, chiedere sempre aiuto ad altri più esperti;
  • Mai dimenticare di impostare il Fail Safe;
  • Maneggiare le batterie con cura, custodirle in scatole siggillate di ferro e controllarle sempre durante la carica;
  • Batterie che si gonfiano possono esplodere e vanno sostituite;
  • Anche se le batterie possono essere caricate anche più del doppio del loro amperaggio, caricare sempre a 0,5C o 1C;
  • Tenere questi oggetti fuori dalla portate dei bambini;
  • Evitare di volare in zone affollate o trafficate, quindi studiare bene il paesaggio prima di alzarsi in volo;
  • Per l’FPV bisogna conoscere i limiti del proprio sistema, conoscere le giuste antenne e la normativa;

Detto questo io spero che sempre più appassionati si dedichino a queste attività, ricordatevi di farlo in modo responsabile e senza avere fretta di imparare…come la fotografia, è un hobby in cui i risultati arrivano col tempo, ma è proprio questa nostra pazienza che ci permette di raggiungere ottimi risultati senza dover rischiare qualcosa.

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