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Coronado SolarMax II 60 DS con DKM41 – Marco Equitani Nature and Weather Photography

Coronado SolarMax II 60 DS con DKM41

Eddy9000 / Senza categoria / / 0 Comments / Like this

Finalmente ho fatto i primi test al Coronado SolarMax II 60 Double Stack accoppiato con la camera Imaging Source DMK41 e devo ammettere di essere molto soddisfatto di questa accoppiata.
La prima impressione del SolarMax è fantastica, l’uso in visuale è emozionante, il Sole che ad occhio nudo è impossibile da guardare e con un normale filtro Astrosolar appare come un disco grigio con qualche puntino, con il Coronado diventa incredibile: si notano tutti i dettagli della Cronosfera e dell’attività magnetica del Sole e regolando l’Etalon si vedono nitidamente tutti i dettagli superficiali e le protuberanze che lo rendono uno degli oggetti celesti più spettacolari.
La DMK41 è il modello con la risoluzione più alta della serie DMK, questo è molto utile per avere scatti in buona risoluzione, anche se i frame acquisiti dalla videocamera sono solo 15fps, mentre le camere con diagonale più piccola, arrivano anche a 30fps, quindi più performanti con seeing cattivo…ovviamente non è che sia un gran problema, con una elaborazione più accurata i risultati sono lo stesso molto buoni.


La DMK41 è monocromatica sorella della DBK41 a colori, anche se le camere monocromatiche hanno una resa nettamente migliore sul Sole, visto che i sensori a colori non sono cosi performanti nella banda dell’H-Alfa: la videocamera inserita nell’oculare, registra tramite un software dedicato, dei filmati in .avi regolando esposizione, luminosità e gain, avendo così un controllo semplice e completo.

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Il software di registrazione acquisisce questi filmati per una durata stabilita inizialmente o semplicemente usando i comandi classici Stop/Rec, poi questi filmanti andranno caricati su Registax: questo ultimo software, completamente gratuito, è uno dei più usati tra gli astrofili ed è molto performante.
Registax analizza il filmato, e in base a dei settaggi personalizzati, i frame migliori di numero illimitato, vengono scelti e allineati, poi infine uniti in un unico frame, che viene poi elaborato per esaltare dettagli e contrasto; l’immagine finale poi viene salvata (io scelgo sempre TIF 16bit) e poi elaborata con altri software per ulteriori settaggi, collage ed eventualmente colorata con il classico colore rosso/dorato dell’H-Alfa.

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Ovviamente uno scatto al Sole completo è composto da un ottima ripresa dei dettagli superficiali unita ai dettagli della corona solare: per una questione di luminosità e quindi differente esposizione, non è possibile fare tutto in un unico scatto, quindi è necessario accoppiare due scatti uno per la Corona del Sole e l’altro per la Cronosfera, quindi si fanno due filmati regolando l’Etalon in modo differente e poi impostando una buona esposizione, i due filmati allineati con Registax, generano due immagini che poi vengono unite con altri programmi di fotoritocco per avere uno scatto finale completo, come mostrato in questa sequenza:

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Questa tecnica, con cui sono ancora agli inizi e che è ovviamente più complessa e articolata, è quella che la maggior parte degli astrofili che usano webcam o videocamere usa per fare scatti al Sole in H-Alfa, CaK o Astrosolar con filtro Continuum; lo stesso si fa usando appositi CCD raffreddati, solo che al posto di Registax si usano altri tipi di software che uniscono più scatti che invece di essere presi da un filmato vengono scattati singolarmente dell’astrofilo.
In questo tipo di scatti, l’utilizzo delle Reflex è molto consigliato in quanto i sensori a colori non suno buoni per uno scatto H-Alfa e la messa a fuoco senza una lente di Barlow, almeno con il mio modello, è impossibile.
Uno scatto finale elaborto con registax e poi migliorato e colorato in postproduzione assomiglia a questo:

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