Nikon D780, si o no?

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Nikon D780, si o no?

Il mondo delle reflex ormai è ridotto un pochino male diciamoci la verità, sempre più fotografi stanno facendo il grande passaggio da reflex a mirrorless, e diciamolo francamente, è anche giusto così, ci sono tanti vantaggi nell’avere una mirrorles non solo in termini di dimensioni, ma proprio a livello tecnico c’è un limite fisico oltre il quale le reflex per come sono concepite non possono andare, pur chiaramente mantenendo e garantendo prestazioni assurde.
La Nikon pur avendo introdotto la Z6, Z7, la nuova Z5 e lavorndo già sui successori – tando a quanto riportato da NikonRumors – non ha voluto abbandonare il campo delle reflex, al contrario ha deciso di uscire con due nuovi modelli, la D6 che andrà a spodestare la D5 pur senza troppe migliorie, le la D780 che segna come una transizione da reflex a mirrorless, come se Nikon ci setesse dicendo “Il futuro è mirrorless ma vi ci porto lentamente!” e vediamo il perchè!
Da possessore della D5 ero molto indeciso sul da farsi, prima del lockdown ero pronto ad acquistare la D6 a tutti i costi, dopo D3s, D4s e D5, davo per scontato che avrei avuto e usato tuttte le potenzialità della D6; durante il lockdown – come dicevo – ho avuto modo di studiare a fondo le caratteristiche delle nuove fotocamere e di riflettere bene, e alla fine mi sono convinto che la D6 non era la scelta adatta, perchè i miei ultimi tre viaggi in Islanda, Norvregie e Emirati Arabi mi hanno fatto capire che io voglio scattare con le mirrorless, ormai ho un gran feeling con questo tipo di fotocamere che un bestione come D5 quasi mi crea problemi tra le mani.
D’altro canto però non posso certo dire che dover tutte le volte inserire l’adattatore FTZ per scattare con le vecchie ottiche siua un gran comodità, senza contare che alcune ottiche più vecchie di terze parti come le Sigma, non hanno retrocompatibilità con la Z6, quindi ho iniziato ad interessarmi alla D780 che avrebbe potuto farmi mantenere quel fascino ormai quasi vintage della reflex, risparmiando in spazio e peso, e con molte caratteristiche in comune con la Z6.
Alla fine a furia di pensare e ripensare alle D780 ho finito per prenderla, quindi ora vediamo insieme le sue caratteristiche principali.
Inutile dirvi che il sensore è ovviamente Full Frame – perchè ne esistono di altro genere?! – CMOS da 24.5 Mpix che garantisce un range ISO da 100 a 51200 ovviamente espandibile: dai primi test mi ha colpito prorpio questo, il sensore, che è molto simile a quello della D750 e Z6 con prestazioni eccezionali in low light, che è sempre la prima cosa che io guardo; molti di voi si soffermano sul peso in Mb dei file generati, sulla raffica, sull’Eye-AF che ora va tanto di moda e così via, io invece mi concentro quasi esclusivamente sul low light, se una fotocamere regge bene alle alte ISO per me è già un buon punto di partenza.
Altra caratteristiche che guardo sempre molto importante di cui purtroppo Z6 è carente, è il doppio slot di memoria, non importa di che tipo – anche se preferisco XQD – perchè dove faccio still è utile per fare il backup di ogni scatto così da stare tranquilli in caso di malfunzionamento di qualche supporto, dove faccio timelapse invece come memoria aggiuntiva, perchè ogni sequenza è da un minimo di 400 scatti ad un massimo di 600/650, quindi per esempio con la A7RIV bastano due sequenze da 400 circa a satrurare una SD da 128GB…giusto per fare un esempio!
L’interevallometro interno è stato migliorato e aggiornato, ma non avevo dubbi, Nikon in questo è stata sempre avanti, lasciandolo presente su ogni fotocamera prosumer, a differenza di Sony che ci ha messo un po’ a capire che prima di togliere la famosa app avrebbe dovuto aggiornare il Fw per non lasciarci quasi due anni scoperti ed usare remote controller presi da Wish per fare i nostri timelapse!

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Ma vediamo ora un paio di altre caratteristiche importanti che ci svelando anche il perchè la D780 è un ibrido, e come per tutte le mirrorless, partiamo dal sistema AF: la D780 ovviamente è una refelx quindi utilizza un classico sistema di messa a fuoco a rilevazione di fase da 51 punti con sensibilità fino a -3 EV, ma swtichando in Live View che come tutti sanno significa alzare lo specchio e far lavorare la reflex come una mirrorless, vediamo come i punti di messa a fuoco da 51 diventino 273 con sensibilità fino a -5 EV espandibile fino a -7 EV (occhio però alle ottiche!), AF che ovviamente va a coprire il 90% e oltre dell’intero sensore e quindi dell’area che stiamo inquadrando, abilitando ovviamente l’Eye-AF.
La raffica anche risente di questo mondo intermerdio reflex-mirrorless, infatti i modalità reflex la raffica è di 7 fps, scattando in Live View (mirrorless!) passiamo a 12 fps, quasi il doppio, e parliamo di RAW da 12-bit o 14-bit.
Lato vidieo ovviamente ci sono altre migliorie, derivanti direttamente ovviamente dal mondo mirrorless, la D780 infatti può registrare in 4K/UHD a 30p/25p/24p senza crop, oppure fare un 120p in Full HD con audio, che è molto importnate anche in slowmo; diversi anche i profili, abbiamo N-Log 10-bit con 12-stop di gamma dinamica (a quanto dichiarato da Nikon) che può essere registrato internamente, esternamente ad esempio con Atomos Ninja V può registrare in HDR HLG e sfruttando Atomos Open Protocol registra anche timecode sia drop-frame che non-drop-frame, caratteristiche queste che troviamo nel mondo mirrorless e che ora ovviamente troviamo sia nella D780 che (con delle differenze!) in D6.
Queste sono solo alcune delle caratteristiche della D780 – a cui ovviamente ho già montato unche mi è costata quasi quando la fotocamera stessa – che mi hanno più colpito e che potevano confrontarsi col mondo mirrorless, le altre non le elenco perchè bene o male sono comuni anche ad altri modelli, come ad esempio D850.
Vederemo come si comporterà sul campo, ho già fatto qualche piccolo test pre-acquisto, ora però è arrivato il momento di portarla in viaggio, se il Covid-19 ce lo consentierà ovviamente….

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