Nikon Z6 e Sony A7RIV, new entry!

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Nikon Z6 e Sony A7RIV, new entry!

Ci sono cascato anche io, lo ammetto, il fascino della mirrorless mi sta colpendo sempre di più e mi ci trovo sempre meglio, tanto che ormai inizio non solo ad usarle nei timelapse ma anche in still.
Ebbene, a distanza di qualche tempo l’una dall’altra, ho aggiornato il mio corredo.
Quest’anno la Sony ha rimpiazzato la sua A7RIII con la nuovissima A7RIV, mentre Nikon è entrata finalmente – non adesso, già da qualche tempo in realtà! – anche lei nel mondo delle reflex con due mirrorless di tutto rispetto, la Nikon Z6 e Z7.
Ho deciso così di rimpiazzare la mia A7RIII che mi ha accompagnato per tutto il viaggio in USA del Maggio scorso con la nuovissima A7RIV, mentre venduta la D750, ho affincato alla D5 la bellissima Z6!
Sono due fotocamere molto diverse tra loro, progettate per scopi molto differenti, ma entrambi utili da avere nel mio corredo; analizziamo ora le careatteristiche principali che sono poi quelle chhe mi hanno portato a fare questa scelta.

Sony A7RIV
Partiamo da lei, sua maestà Sony A7RIV; il primo motivo che mi spinge sempre a cambiare ogni volta il corpo macchina è quello di vendere il vecchio prima che si svaluti troppo; in realtà questo è il motivo che mi spinge ad interessarmi all’acquisto del nuovo per vendere il vecchio, non compro ovviamente qualsiasi cosa a patto che sia nuova, ovviamente deve avedere delle caratteristiche migliori del prodotto che vado a vendere, altrimenti mi tengo il vecchio, ma nella maggior parte dei casi è proprio così, qualche miglioria che per me giustifica il passaggio c’è sempre!
Chi mi segue lo sa, io uso la serie R di Sony soprattutto nel timelapse, perchè posso esportare sequenze in 8K e lavorarle poi in 4K con Premiere e/o After Effects, e questo lo posso fare grazie proprio alla loro risoluzione, al loro concentrato di megapixels; ovviamente, come ormai è noto a tutti, avere tanti Mpix influsci sulle performance in low light, per questo utilizzo le Sony R quasi esclusivamente nel timelapse, perchè non hanno problemi in caso di ottima illuminazione e nel video finale non si vedono artefatti qualora dovessi scattare ad ISO elevate di notte.
Passare dalla A7RIII alle A7RIV significa guadagnare quasi 20 megapixel, si perchè la nuova ammiraglia della serie R di Sony ha un sensore CMOS Exmor da 61 Mpix contro i 42,4 Mpix del modello precedente, pur mantenendo però lo stesso range ISO 100-32.000 e questo grazie appunto al sensore retroilluminato,
Migliorati anche i punti di messa a fuoco, che passano da 399 a 567, anche se questa per me non è una caratteristica fondamentale, dato che nel prossimo viaggio in Islanda vorrei fotografare anche i bellissimi cavalli islandesi, è ovvio che maggiore precisione nell’AF e più punti possono essere comunque sfruttati, sebbene sfrutterò poco l’AF di questa fotocamera, dato che nel timalpse mi piacere usare sempre il fuoco manuale col focus peaking.
Cambia anche il miriono, più performante, che passa da circa 3,6 milioni di punti a 5,7 milioni, monta infatti un “pannello” – passatemi il termine! – nel mirino UXGA OLED al posto del vecchio Quad-VGA OLED, non cambiano ovviamente dimensioni e copertura.

Screenshot_2020-10-17 Sony Fotocamera full-frame α7R IV 35 mm con autofocus da 61 MP

Nikon Z6
Arriviamo invece ora a lei, la Nikon Z6.
Nikon non si era mai sbilanciata troppo nel mondo mirrorless, così come Canon, infatti Sony, che ci ha creduto da subito, è anni luce avanti, ma non tropo avanti, perchè Nikon ora ha portato tutte le sue caratteristiche top raccolte nelle reflex nel campo mirrorless.
In rete infatti si legge spesso che la Z6 è la D750 senza specchio, e molti lo dicono quasi come fosse una critica; onestamente, non credo sia così, ma anche se fosse, secondo me è un gran complimento, perchè la D750 ha fatto la storia delle reflex di Nikon e tutt’ora è al top nel corredo di tantissimi fotografi.
La Nikon ha voluto percorrere anche lei la via di Sony, ossia di non sfornare un solo prodotto “prendere o lasciare” ma di offrire due vie, due fotocamere mirrorless per due esigenze diverse che però ricoprono un po’ le esigenze di tutti: Z6 infatti si risolve ad un pubblico che viene appunto da fotocamere come D750, fotografi di landscape e cerimonialisti, mentre la Z7 si rivolge a fotografi da studio o timelapsers, escludendo il reparto video di cui non mi interesso.
Io avendo già Sony A7RIII all’epoca, quindi avendo ben coperto il campo hight-resolution per timelapse, ho deciso di tuffarmi sulla Z6 per avere una top mirrorless anche per il landscape, così che sarei stato libero di fare un viaggio con solo corpi mirroless e coprire ogni tipo di lavoro.
La Nikon Z6 monta un sensore BSI da 24 Megapixel, questo garantisce un range di lavoro ISO 100-51200, il che mi consente quindi scattare foto notturne ad esempio all’aurora boreale non dovendomi preoccupare del rumore, esattamente come faccio con la D5 o come facevo conla D750.
A livello di punti AF siamo a 273 punti, non il massimo se paragonato ai 567 di Sony A7RIV, ma io guardo sempre a quello che devo fare io e avere ottomila punti AF nel landscape a cosa mi serve? Secondo me a nulla, quindi vanno più che bene, anche fossero stati 10 punti.
Quello che per me è importante è, in questa mirrorless, avere un ottima qualità nel file finale, pulito anche se scatto a ISO 6400, e questa fotocamera mi permete di farlo; inoltre ritengo che nel landscape anche 24 Mpix siano sufficienti.
Non mi sono dimenticato èh…cosa fondamentale, Nikon con queste mirrorless lancia il nuovo attacco, Nikon Z, una baionetta molto pià grande rispeto alla classica e questo secondo Nikon, aprirà nuovi orizzonti perchè porterà più luce sul sensore bla bla bla; prmetto che il nuovo attacco è bellissimo, veramente una novità – non so chi si è copiato tra Canon e Nikon – ma quello che manca sono le ottiche: attualmente Nikon propone una serie di ottiche veramente molto poco pro e questa cosa non mi piace, perchè da una macchina con una baionetta che dovrebbe rivoluzionare, ci si aspettava anche una serie di ottiche veramnente top che avrebbero dovuto fare la rivoluzione, soprattutto anche a livello di apertura, invece per ora quel poco che è uscito è solo F4…si poteva fare di meglio!
Cosa fondamentale poi è l’adattatore FTZ, così chiamato, che permette di usare tutte le “vecchie” ottiche Nikon su questa mirroless, e per me che ho un corredo vastissimo, questa cosa è importantissima.

nikonz6

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