Tornado Alley – Parte III

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Tornado Alley – Parte III

Era il 06 Aprile del 2014 quando stavo scrivendo l’articolo dove annunciavo la mia futura (e prima!) partenza per il gli Stati Uniti a caccia di temporali e tornado nella Tornado Alley, ed era 10 Maggio 2015 quando sempre su questo blog scrivevo che sarei partito di nuovo per una seconda avventura nella Plains: ebbene oggi è il 18 Aprile 2016 e scrivo questo breve articolo perché mi sto preparando a partire di nuovo – esattamente tra un mese – per la terza volta, verso la sconfinate pianure del midwest americano!
È stato un anno lungo nel quale io e Stefano abbiamo avuto un bel po’ da fare perché, a differenza delle passate stagioni, quest’anno non partiremo insieme al Tornado Tour, ma abbiamo organizzato un nostro team e cercheremo di affrontare le Great Plains in modo diverso insieme ad altri ragazzi che si sono uniti a noi: Allessandro Dondi, Andrea Nasuti e Marco Zinelli!
Abbiamo preso questa decisione per diverse ragioni, sia per cercare di realizzare un progetto che abbiamo chiamato Horizon, e ciò non sarebbe stato possibile ovviamente con un tour dove si deve rispettare un le volontà e le necessità di tutti quanti, e sia perché vorremmo approcciare alla caccia in un modo diverso dando più spazio a foto e video ed alle bellezze naturali extra-caccia!

Abbiamo quindi deciso di chiamare il nostro team Horizon Stormchaser, ma perchè proprio Horizon? Questa è una bella domanda!
Cercherò di spiegarlo: sia io che Stefano siamo molto appassionati di meteorologia e fenomeni estremi, ma siamo anche amanti dei paesaggi, della fotografia, del trovarsi in quelle sconfinate praterie dove si riesce quasi a vedere la curvatura dell’orizzonte e si può percepire quell’impareggiabile senso di libertà: Horizon nasce proprio da qui, siamo cacciatori di temporali, ma non solo, cacciamo anche orizzonti!
Per questa grande passione che abbiamo verso le Grandi Pianure, aldilà dei temporali, abbiamo deciso quindi di evitare un nome troppo scontato o troppo ricollegabile solo alla caccia de temporali, c’è la dicitura Stormchaser che chiarisce già quello che siamo, Horizon invece lo lasciamo alla libera interpretazione di chiunque non ci pone la domanda!
Horizon, come dicevo prima, è anche un progetto che però in realtà un insieme di idee e di sotto-progetti che andremo – spero – a realizzare a livello fotografico e videografico, tra cui una serie di mini-video di interviste e didattica, Horizon 4K e Horizon Timelapse 4K, e ovviamente il viaggio stesso a caccia di temporali!

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Horizon Timelpase 4K

Horizon Timelapse 4K è appunto un timelapse che cercherò di reallizare con la meravigliosa Sony Alpha 7R II nel formato 4K, anche se non nego di aver fatto un pensierino anche sull’8K: è proprio il sensore di questa mirrorless che permette di arrivare a queste risoluzioni e appunto per questo motivo non voglio comprimere il risultato finale, lo mettero in rete su Youtube alla massima risoluzione, sicuramente dovrò compriremere in 4K per Vimeo perchè non supporta file oltre i 500MB (salvo non essere utenti premium) ed esporterò altre versioni con altrettante risoluzioni per uso privato.
Ho notato che in rete si trovano già tanti video di professionisti armati di Alpha 7R II che realizzano timelapse in 8K senza comprimerli in 4K o 1080p, quindi perchè non farlo?!

Horizon 4K Tornado Alley 2016

Horizon 4K Tornado Alley 2016 spero sarà il mio primo documentario: girato interamente in 4K con Sony FS5 e Sony Alpha 7S II con ottiche Sony, Nikon G adattate col nuovissimo Commlite (il primo adattatore per Nikon a mantenere tutti gli automatismi) e le nuovissime lenti Xeen Cinema, un 14mm T3.1 e un 24mm T1.5, tutto condito poi con DJI Focus, SmallHD 501, Shootools Slider One 60 motorizzato e Rode NTG4+; non nego che avrei voluto portare l’Atomos Ninja Assassin al posto dello SmallHD 501 per registrare in 4K Prores 4:2:2 10-bit, ma la mole dei dati è troppo alta (500GB bastano a malapena per 80 minuti) e in un viaggio on the road anche la facilità di archiviazione file e backup ha la sua parte, quindi dovrò accontentarmi, se così si può dire, del 4K XAVC 4:2:0 8-bit interno alla FS5 e alla Alpha 7S II.
Non ho mai girato un documentario quindi credo che l’impresa non sarà molto facile e ci saranno sicuramente degli imprevisti, ma voglio continuare a crederci, porterò chili e chili della mia attrezzatura migliore proprio per riuscire a portare a casa un lavoro diverso da solito e finalmente in Italiano, infatti se la cosa andrà in porto sarà il primo vero documentario sul genere girato da un italiano, dato che per ora abbiamo lavori quasi solo Made in USA tradotti: sarà un lavoro minuzioso e dovrò riuscire a cogliere molti aspetti proprio perchè la mia idea non è tanto girare un film sui temporali ma sulla routine dello stormchaser, far provare al pubblico le stesse cose che proviamo noi stando in quei posti, non solo adrenalina come il 99,9% dei video che vedo, la mia idea è raccontare cosa succede da quando facciamo colazione a quando andiamo a dormire la sera nell’ennesimo motel!
Certo realizzare questa impresa da solo sarà sicuramente faticoso, ma sono convinto che riuscirò a portare a casa tanto materiale, ovviamente devo già ringraziare tutti gli altri ragazzi che mi aiuteranno ogni tanto a fare del girato nonchè a trasportare nei loro bagagli un pò di chili della mia attrezzatura necessari a realizzare il progetto.
Giorni fa un amico mi ha chiesto “Un documentario sulla Tornado Alley…ma perchè tu sai girare un documentario?”…beh la mia risposta è stata “Ovvio che no!”, non l’ho mai fatto quindi sarà tutto uno scoprire e uno sperimentare continuo, pensando ovviamente al lavoro finale e cercare di farlo al meglio, ma prima o poi bisogna cominciare, se poi non sarà un gran lavoro vuol dire che mi rifarò nel 2017, mi pare buona come scusa per tornare!

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Photo e Book

Come gli anni passati poi scatterò una gran mole di foto, in genere portavo due corpi, lo scorso anno ho portato con me una Nikokn D4s e una D800E, ma quest’anno ho deciso di tenere a casa la D750 (che ha preso il posto della D800E) per ragioni di spazio e ingombro: avrò due mirrorless e una videocamera, quindi non posso gestirmi pure due reflex…ma credo che la mia D4s sarà in buona compagnia delle bestioline Sony!
Utilizzerò la D4s solo per scattare foto, la Sony FS5 ovviamente solo per girare video, la Sony Alpha 7R II solo per timelapse e la Sony Alpha 7S II per fare video multicamera e per girare video anche durante la partenza dall’Italia, potendo contare quindi su uno strumento estremamente portatile; avrò anche un paio di GoPro che come ogni anno piazzerò sul parabrezza della macchina.
Tutte le foto poi verranno selezionate per scrivere il terzo volume dei foto-libro che scrivo ogni anno, ovviamente i libri non sono in vendita visto anche il costo elevato, ma mi piace conservare dei ricordi personalizzati con tanto di diario della giornata e dei luoghi visitati, soprattutto perchè quest’anno tra le varie tappe contiamo di fare il Very Large Array di Socorro in New Mexico, il Meteor Crater e la Monument Valley in Arizona, che sono un mio sogno da tantissimi anni!

Interviste e video didattici

Alcuni amici francesi su Youtube e un recente libro che ho acquistato da altri amici (virtuali quasta volta) ci hanno dato l’ispirazione per realizzare dei video didattici con interviste sulle giornate di caccia più emozionanti e sugli eventuali bust per cercare di spiegare sia come si formano i temporali che abbiamo cacciato o come mai il target che avevamo previsto si è rivelato sbagliato; considerazioni, teoria alla portata di tutti ed esperienze sul campo con video e foto per raccontare a tutti quello che c’è dietro ai nostri successi e ai nostri fallimenti: a molti infatti non piace parlare dei propri busts, gli stormchasers hanno quasi tutti una massiccia dose di orgoglio e molti credono che solo loro sono fenomeni e gli altri non valgono niente, ma è possibile anche sbagliare qualche volta, fa tutto parte del gioco e non bisogna vergognarsi di non indovinare un target, ovviamente noi per quel che ci riguarda cercheremo di non sbagliare!

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Nel momento in cui scrivo questo articolo abbiamo più o meno completato l’organizzazione del viaggio, da pochi giorni ho ricevuto le nostre tshirt/felpe e gli adesivi che utilizzeremo sia per farci riconoscere dagli altri chaser quando saremo under the meso e (nel caso dell’abbigliamento) ci faranno sentire più tutti parte di una squadra e resteranno poi sicuramente come un bel ricordo del viaggio.
La strumentazione nella nostra vettura sarà semplice ma efficace, già testata nel 2015: TomTom con mappe USA aggiornate per la navigazione, connessione ad internet con hotspot Verizon, PC per consultare modelli per forecasting e per nowcasting, e il buon GRLevel 3 per controllare il radar insieme alla nostra posizione grazie modulo GPS USB; indecisi ancora se portare il mio piccolo tablet 7″ per avere anche RadarScope utile anche per individuare altri chaser!
Dove starà questo setup? Beh, se i signori di Rentalcars saranno precisi e onesti, avremmo una fanstisca Ford Expedition, un bestione americano enorme, comodo e spazioso, per contenere tutti i nostri bagagli, strumenti vari e apparati tecnologici per foto/video, nonché una garanzia in caso di strade non troppo convenzionali, ovviamente sempre con guida nel massimo rispetto del codice della strada, soprattutto dei limiti di velocità, perchè laggiù gli Sceriffi non scherza, posso garantirlo per esperienza diretta, per due volte ho rischiato di essere un gradito ospite delle patrie galere statunitensi per aver superato di qualche miglio orario i limiti di velocità nella passata stagione…esperienza da non ripetere!

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La nostra scelta di partire da soli, come avevo già accennato, è legata anche alla nostra volontà di sacrificare due giorni di caccia nelle Plains per dedicarci a visitare luoghi più ad ovest: questo ci spingerà infatti già dal nostro arrivo a passare le notte nel centro/sud Colorado nella cittadina di Pueblo per poi dirigerci il giorno seguente verso sud per arrivare al Very Large Array, il grande sistema di radiotelescopi a Socorro nel Nuovo Messico per una breve visita, dopodiché via verso il Meteor Crater al tramonto in Arizona per raggiungere poi ad ora di cena la città di Flasgstaff.
Il giorno successivo ci aspetta l’ultima e attesissima tappa del nostro mini-tour, infatti contiamo di arrivare prima dell’ora di pranzo alla Monumenta Valley nella Navajo Nation tra Arizona e Utah, uno dei posti che desidero più vedere del selvaggio west; conclusa la nostra visita alla riserva siamo pronti a farci quelle 7/8 ore di macchia che ci porteranno in tarda serata di nuovo nella Plains per iniziare – si spera – la nostra caccia già dal giorno successivo!
Queste tappe saranno fondamentali anche per realizzare un buon background al documentario, fare delle buone foto e sequenze di timelapse, oltre che vedere anche un pò di Stati Uniti che fino ad ora non abbiamo mai visto; ovviamente noi dipendiamo dal meteo, quindi non è detto che riusciremo a fare questa gita fuori porta subito il primo giorno, in tal caso la posticiperemo al primo segno di day-off!

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Ora è giunto il momento di parlare un pochino di meteo…dopo tutto, andiamo pur sempre a caccia di temporali o sbaglio?!

Bene, allora per il 21 Maggio, giorno in cui concluderemo il nostro tour ad ovest e saremo in zona di caccia, una possente saccatura in rapida discesa dalla British Columbia andrà a posizionare il suo minimo barico sul settore sud delle Rockies al confine tra Arizona e Utah e SPC ha già posizionato una bella area di Enanced Risk in tutto il sud/est Colorado e ovest Kansas dove sembra esserci infatti la maggiore convergenza di venti da sud con ottimo wind shear si in velocità ma soprattutto in direzione, e ci aspettiamo un numero elevato di tornado e grandine di elevate dimensioni con delle belle celle isolate sulla parte nord della dry line!

Ok no, niente di tutto ciò è vero, sfortunatamente non funziona così e con elevata probabilità non sarà mai così, anche dall’alto della nostra chiaroveggenza non riusciremmo a predire il futuro in questo modo quindi per adesso non possiamo in nessun modo fare dei pronostici su dove e quando andremo a cacciare se non scherzarci un po’ sù; dopo tutto, anche se non si è appassionati di meteorologia, lo vediamo banalmente con il nostro meteo quotidiano in Ialia in tv, le previsioni a lungo termine sono solo delle congetture basate sull’analisi di diversi modelli che già dopo le 48h-72h divergono l’uno dall’altro, quindi se non riusciamo a fare delle previsioni accurate a 4-5 giorni, figuriamoci si riusciamo a farle con settimane di anticipo!Posso solo dire che sicuramente a 3-4 giorni dalla partenza possiamo già farci un’idea di massima sulla situazione, possiamo forse capire se siamo di fronte ad una situazione piuttosto statica o invece particolarmente dinamica, volendo possiamo anche una previsione su dove si potrebbe eventualmente cacciare il 19 Maggio, ma sappiamo già che la sua attendibilità si aggira intorno al 2% se non meno, quindi non succederà mai e sarà quasi completamente errata!Dobbiamo saper aspettare, avere pazienza e fare previsioni giorno per girono, da correggere poi ed affinare addirittura il giorno stesso; ovviamente dire “Si prevedono temporali nel nord del Kansans” è molto facile, questo si può dire anche a qualche giorno di distanza in più, ma a noi non interessa il settore dove forse ci sarà qualcosa altrimenti guarderemo solo l’app di AccuWeather su smartphone, a noi interessa trovare un’area di 50-100 miglia di raggio dove pensiamo ci saranno fenomeni di intenso maltempo per poi seguire l’evolversi della situazione o spostarci se abbiamo commesso qualche piccolo errore; questo perchè le distanze sono immense, dalla mappa sembra tutto facile, ma quando poi si impostano le distanze sul navigatore e si legge alle 02:00 pm che per raggiungere il target occorre fare 250 miglia significa che la giornata è più o meno finita e abbiamo fatto un bel bust, ossia sbagliato completamente il target!

La rete ci mette a disposizione gratuitamente tutti gli strumenti che ci permettono di fare un target e andare a caccia, abbiamo anche un pelino – spero – di competenza per farlo, quindi lasciamo che madre natura si scateni come meglio crede, noi dobbiamo solo essere pronti quando questo succederà, con la nostra vettura, con le nostre fotocamere, con le nostre videocamere e con tutta la nostra adrenalina, là sotto col naso all’insù, under the meso!

Potete leggere anche un bellissimo articolo dedicato a questa nostra futura avventura sulla pagina di MeteoNetwork che ringrazio per aver creduto nel nostro progetto! Leggi l’articolo

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